Ho appena concluso la mia seconda intervista. Le imprese sentite finora sono due realtà locali con esigenze simili, che riconoscono nell’appartenenza ad un’associazione un importante valore aggiunto per la propria attività. Un primo esame superficiale suggerisce questo legame è funzionale da un lato per alimentare la dimesione informativa dell’impresa e dall’altro per creare sinergie e collaborazioni tra gli associati. L’associazione ha quindi un ruolo attivo sul territorio e si fa carico di studiare le caratteristiche e le esigenze di ogni associato per individuare delle soluzioni ottimali alle reciproche esigenze.
Altro aspetto riscontrato in entrambe le interviste è la comunicazione diretta (e verbale) sia nei rapporti tra associazione e associato che tra la singola impresa e i propri interlocutori. Il telefono, l’incontro faccia-a-faccia e in secondo luogo le mail costituiscono le modalità privilegiate negli scambi comunicativi.
Alcune differenze sono emerse per l’uso di Internet e delle sue potenzialità: da un lato è percepito come un canale fondamentale di comunicazione sia per la gestione dei processi informativi e dell’interazione con tutti i possibili interlocutori dell’impresa, dall’altro rappresenta una buona vetrina per l’impresa e il luogo di “primo incontro” tra azienda e possibili partner.
Parlando invece di collaborazione e condivisione della conoscenza ho riscontrato un consenso unanime e il pensiero comune che agire insieme e condividere le stesse informazioni sia importante per la sopravvivenza stessa dell’impresa. La collaborazione all’interno di una community, tuttavia, è percepita in modo diverso: se in un caso può essere un’occasione di incontro e il luogo per trovare nuove opportunità di business, dall’altro la sua efficacia è percepita solo nel caso in cui tra le aziende vi sia un rapporto di fiducia.
Quelli della fiducia e della reputazione sono due temi emersi in entrambe le interviste: la mia sensazione è che potrebbero essere utili degli strumenti capaci di mettere in luce le caratteristiche dei possibili partner (affidabilità, serietà, qualità dei beni/servizi).
Per quanto riguarda l’organizzazione dell’impresa, il modello è più orizzontale che verticale, ma ciò può anche essere una conseguenza delle dimensioni dell’azienda. Molta attenzione è data alla formazione del personale (soprattutto in uno dei casi) mentre la dimensione dell’ascolto e il monitoraggio del livello di soddisfazione rispetto all’azienda e ai suoi prodotti è posto ai vertici delle priorità di entrambe le imprese.
Sommariamente, queste sono state le mie prime impressioni: sono comunque molto soddisfatta perchè ritengo che siano emersi degli elementi importanti e soprattutto utili ai fini del mio progetto di tesi
Pubblicato da Francesca